3 consigli pratici per gestire la crisi da subito

Il mondo ci disciplina costantemente, che lo vogliamo oppure no”.

Questa frase di R.T. Kiyosaki è più attuale che mai: ieri il problema maggiore era stabilire un prezzo competitivo o disintermediare dalle OTA, oggi invece si deve lottare per tenere a galla la propria attività.

Nel 2015, una crisi finanziaria colpì il mio hotel. Le soluzioni erano due: rafforzare il legame con la mia squadra per sorpassare insieme questo ostacolo; oppure “abbandonare la nave” e sperare che, in qualche modo, il mio albergo si salvasse da solo. Decidemmo di dare il tutto per tutto, e questo ci consentì di modellare il nostro modello di business fino a quasi raddoppiare la profittabilità.

Al momento, la risorsa più importante è la capacità di saper gestire una crisi aziendale: sulla base della mia esperienza passata e a quella di Kiyosaki, descritta nel libro “8 lezioni di leadership militare per imprenditori”, ecco tre consigli per affrontare questa crisi:

1° Consiglio: parti dalle certezze, non dalle speranze.

La tendenza di molte attività, al momento, è quella di sperare che il governo intervenga cancellando debiti, bollette e quant’altro. Basare il futuro della propria azienda su queste aspettative è un po’ come azzeccare un numero alla roulette: risolverebbe molti problemi, ma è altrettanto improbabile che accada. Al momento, infatti, la cosa più probabile è che gli aiuti da parte dello Stato diminuiscano, per evitare di danneggiare altri settori. A questo punto, non resta che domandarti a quale missione assolva il tuo lavoro e quali obiettivi a medio termine puoi porti per raggiungere questo traguardo.

Alcuni albergatori sostengono che il turismo non sarà più come quello di prima, ma la verità è che non si può sapere ciò che accadrà domani. Il primo passo che feci nella crisi del 2015 fu quello di trovare un obiettivo e delle regole da seguire. Io e il mio team ci concentrammo su quello che potevamo fare al momento, migliorando la comunicazione e condividendo idee e novità. Il pericolo, infatti, era quello di perdere il contatto con i miei dipendenti e rischiare di ricevere dimissioni proprio in quel momento di crisi.

2° Consiglio: parti da quello che puoi fare personalmente, adattandoti alla situazione.

Come già detto, fino a un mese fa una delle sfide principali era quella di trovare un prezzo competitivo da inserire nei nostri portali. Ora, queste difficoltà ci sembrano delle autentiche barzellette. Personalmente, mi sono comportato oggi come feci nel 2015: sono entrato nella mia struttura, recandomi al front office per gestire la situazione in prima linea. Per quanto mi avrebbe fatto comodo una settimana di ferie “forzate”, non è ignorando i problemi che si trova una soluzione.

3° Consiglio: inizia a fare quello che non avresti mai pensato di dover fare.

Ho avuto occasione di sentire qualche albergatore parlare di come volesse saldare tutti i conti e continuare a tirare avanti finché fosse non avesse dovuto licenziare i suoi dipendenti e chiudere l’hotel. Per quanto nobile possa sembrare, questo “sacrificio” non è necessario e, anzi, condurrebbe alla disoccupazione tutto il personale. Esistono invece alcune azioni che puoi fare per arginare il problema senza danneggiare nessuno:

  1. Parla sinceramente con i tuoi collaboratori. Se hai intenzione di chiudere definitivamente l’albergo, dai loro una prospettiva e fagli capire che non è una chiusura momentanea per ferie. Invece, se vuoi continuare il tuo business, avvertili delle mosse che intendi fare e, eventualmente, su come possono aiutarti. La cosa importante è essere onesti e dare sempre una prospettiva sul loro futuro, perché è la cosa più corretta da fare nei loro confronti.
  2. Chiama il direttore della tua banca e spiegagli la situazione in maniera chiara. Puoi avanzargli delle richieste, ma ricordati che anche loro hanno delle problematiche a cui devono far fronte. Ci saranno dei sì, dei forse, e dei no. Ogni realtà sta affrontando questa crisi e lottando per non affondare: pensa che i danni stimati alle compagnie aeree ammontano a 113 miliardi di dollari, secondo una previsione risalente a dieci giorni fa.
  3. Negozia con i tuoi fornitori. Ancora una volta, la risposta varierà in base alla loro situazione, e potresti ricevere qualunque tipo di risposta. Allena la tua capacità di negoziazione, come avranno modo di chiarire nella live di sabato prossimo alcuni esperti con cui ho lavorato durante la crisi del 2015.
  4. Conosci come funziona la legge nella tua situazione. Esistono alcuni siti specializzati in questo, oppure quotidiani come Il Sole 24 Ore. Non affidarti unicamente sui consigli dei professionisti, perché la legge è amica e nemica di ogni imprenditore.

Una cosa, però, è certa: quando il turismo riprenderà, lo farà con un flusso di persone molto basso. Un ultimo consiglio è quindi quello di aumentare il ricavo medio per ospite, utilizzando strategie di vendita come i servizi ancillari.

Se vuoi approfondire il tema di questo articolo, invece, qui trovi la live da cui è stato tratto.

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