3 Segreti per adattarsi al cambiamento

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un sondaggio su LinkedIn. La domanda? Qual è, al giorno d’oggi, la qualità più importante nell’ospitalità. Abbiamo quindi elencato tre risposte: la resilienza psicologica, ovvero la capacità di resistere psicologicamente agli impulsi esterni e interni; la voglia di formarsi, ossia di apprendere continuamente nuove conoscenze; e infine la capacità di adattarsi al cambiamento. Con un notevole margine di vantaggio sulle altre due risposte, la capacità di adattamento ha vinto con il 67% dei voti. Un risultato chiaro: in questo periodo incerto, è essenziale attuare modifiche in base alle esigenze del momento.

Per rispondere a questo bisogno sempre più basilare, abbiamo deciso di dedicare l’ultimo incontro di Ancillary Live! a questo argomento. Se te lo sei perso, clicca sul pulsante qui sotto oppure continua a leggere l’articolo estratto dalla diretta!

1. Disciplina e capacità di adattarsi

Esistono due modi per disciplinarsi: l’autodisciplina e la disciplina esterna. Nel primo caso, siamo noi a decidere quali cambiamenti effettuare e su cosa concentrarci. La disciplina esterna, invece, è dettata da fattori che non possiamo decidere.

Durante la situazione economica relativamente stabile degli ultimi anni, diversi albergatori (ma non solo) hanno deciso di non decidere, rimandando alcune scelte importanti e sperando di poterle effettuare durante un periodo più stabile e deciso. Ora che ci troviamo in un momento storico altamente indeciso, non ci sono più scuse: o troviamo da soli una disciplina, o ci ritroviamo in balia degli eventi senza alcuna possibilità di scelta.

Per dare esempi più tangibili, basta pensare al primo lockdown. Di fronte al continuo cambiamento dei decreti ministeriali e delle norme regionali, molti albergatori hanno deciso di aspettare una certezza. Come risultato, moltissime strutture si sono ritrovate in difficoltà o – ancora peggio – hanno dovuto chiudere i battenti. Concordando sul fatto che la disciplina esterna possa essere pericolosa, la domanda è questa: su cosa si basa l’autodisciplina?

2. I quattro cardini della disciplina

La capacità di gestire sé stessi e di adattarsi al cambiamento è definita da quattro forze: la forza spirituale, mentale, emotiva e fisica.

  1. Forza spirituale: è la forza che sta alla base di tutte le altre. È quella che i coach definiscono come mission, ovvero la missione che ci porta ad alzarci tutti i giorni e andare a lavorare. Il nostro obiettivo, insomma. In questo momento è facile che la forza spirituale vacilli: molte delle nostre certezze sono scomparse, lasciandoci di fronte ad un futuro imprevedibile. Chi ha fatto del turismo estero il proprio punto di forza si è trovato a doversi adattare improvvisamente al mercato italiano: in mezzo a questa incertezza, la nostra mission è una delle poche certezze.
  2. Forza mentale: è la forza che, al momento, ci interessa di meno (ma non per questo è meno importante). Riguarda tutte le conoscenze didattiche ed esperienze maturate negli anni, ovvero la teoria del nostro lavoro. Ma ben pochi studi ci hanno preparato a questa crisi economica, per cui è giunto il momento di riporre i libri e rimboccarsi le maniche. Pur non accantonando tutte le opportunità scaturite dall’apprendimento.
  3. Forza fisica: come deducibile dal nome, è la forza che ci fa fisicamente lavorare durante la giornata, ed è fondamentale per superare lo stress e le situazioni difficili. Sempre più persone vantano dei loro ritmi di lavoro estenuanti, con quattro ore di sonno e zero ore di attività fisica: questo comportamento è pericolo per la nostra salute e, a lungo andare, anche per la nostra produttività. Come dicevano i latini: mens sana in corpore sano (“la mente sana sta nel corpo sano”).
  4. Forza emotiva: l’ultima forza di cui andiamo a parlare, ma al contempo una delle più importanti. È la forza di resistere alle influenze negative che ci bombardano ogni giorno: la diffusione del virus, la crisi economica, la chiusura delle attività. La forza emotiva è necessaria per informarsi senza abbattersi, riuscendo a cogliere le informazioni per come sono.

3. Lavora sull’autodisciplina

Individuare e definire l’autodisciplina è importante, ma è solo metà del lavoro. A questo punto, infatti, non ci resta che stabilire come lavorare sull’autodisciplina per adattarsi ai cambiamenti continui di questo momento storico unico.

Ogni volta che questa situazione ci porta a sentirci svogliati, a rimandare i nostri impegni, a non formarci, dobbiamo mettere le mani in pasta e metterci al lavoro. Questo periodo in continua evoluzione non concede pause: dobbiamo adeguarci continuamente ai cambiamenti quotidiani, invece di sperare che la situazione migliori da sola.

All’inizio dell’articolo abbiamo visto i pericoli delle influenze esterne, ma non le sue opportunità. Non tutte le influenze esterne sono infatti nocive: alcune, come quelle dei colleghi e degli esperti, possono aiutarci a trovare più tempestivamente la soluzione alle nostre problematiche quotidiane. Anche il miglior maestro, infatti, ha sempre bisogno di informarsi presso altre persone.

Per questo motivo, oggi abbiamo deciso di lanciare Ancillary Dojo, un gruppo LinkedIn pensato con lo scopo di aiutarti a mantenere la tua autodisciplina, ma non solo. Ecco alcune caratteristiche principali di Ancillary Dojo:

  • Mantieni l’autodisciplina grazie ad un ambiente produttivo, in cui ogni membro può interagire con gli altri per esporre i suoi dubbi e suggerimenti e discutere sugli argomenti relativi al settore ricettivo;
  • Apprendi nuove conoscenze grazie agli allenamenti settimanali, creati con l’obiettivo di rafforzare la comprensione dei nuovi trend;
  • Segui le dirette esclusive di Maurizio Mischi, fondatore di Ancillary Guru;
  • Accedi a un percorso strutturato e cadenzato;
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