Come far ripartire il tuo hotel in 3 passi

La diffusione del covid-19 ha creato una crisi tanto grave quanto inaspettata. Nessuno albergatore, fino a qualche mese fa, si sarebbe aspettato di dover chiudere la propria struttura per mancanza di clienti. E, quando finalmente il turismo riprenderà a fluire, lo farà in modo totalmente diverso e con una domanda molto più ridotta rispetto alla situazione precedente. Questa previsione, oltre ad essere la più plausibile, è supportata dall’andamento di mercato registrato dopo la crisi dell’11 settembre 2001 e quella del 2008. In entrambi i casi, infatti, la domanda si ripristinò nel medio-lungo periodo, richiedendo un paio d’anni per tornare alla situazione originale. Inoltre, il primo mercato turistico a ripartire sarà quasi sicuramente quello nazionale: bisognerà quindi mettere da parte l’idea di puntare sul turismo estero, e concentrarsi sulla clientela italiana (o, al massimo, europea).

Di fronte ad un numero di ospiti molto basso, bisognerà modificare il proprio concetto di business per aumentare la profittabilità di ogni cliente. Per questo motivo, strategie come la personalizzazione dell’esperienza e l’implementazione di servizi ancillari saranno fondamentali per la ripresa della propria struttura ricettiva.

Inoltre, ecco tre passi molto utili che puoi compiere per affrontare questa crisi:

1) Mettersi subito al lavoro, senza scuse

Di recente, ho sentito diversi albergatori parlare di come stiano aspettando una mossa del governo per capire cosa fare del proprio hotel. Alcuni sperano in incentivi fiscali, altri temono ordini di chiusura. Il problema, in ogni caso, è che non si può prevedere né quali provvedimenti saranno messi in atto né quando (o se) avverrà.

Fonte: Shiji Distribution Solutions

Il grafico rappresenta il tasso di occupazione delle camere d’albergo in Cina durante la diffusione del coronavirus. La diminuzione del numero di contagiati ha causato un aumento quasi immediato del numero di stanze occupate. Cercare di trasporre questo andamento nel mercato italiano è rischioso, dato il numero di differenze demografiche, sociali e di governo tra l’Italia e la Cina. Ciò che è importante sottolineare è invece come il turismo potrebbe variare da un giorno all’altro, cogliendo impreparati gli albergatori che hanno deciso di aspettare invece che mobilitarsi immediatamente.

2) Adottare un modello di business adattabile

La convenzione di Schengen è stato alla base dello sviluppo del nostro paese negli ultimi trent’anni: essa consiste in un numero di norme che stabiliscono la libera circolazione di persone, merci e capitali tra i paesi dell’Unione Europea. Nonostante sia una normativa europea, la diffusione del covid-19 ha portato molti paesi ad ignorare l’accordo e chiudere le frontiere senza alcun tipo di intervento a livello europeo. Di fronte a questo fatto, bisogna domandarsi quanti altri avvenimenti futuri possano portare ad un inaspettato divieto di transito tra paesi, limitando quindi il turismo in maniera molto grave e imprevedibile. La soluzione è quindi quella di adottare un modello di business solido e adattabile, in grado di contrastare l’andamento incerto dell’economia e rispondere rapidamente ad eventuali misure prese dal governo italiano o di altri paesi.

3) Prepararsi al cambiamento di abitudini

Secondo uno studio di Martin Lindstrom, autore e marketer danese inserito da Time nelle 100 persone più influenti al mondo, gli atteggiamenti con cui le persone vivono una crisi rimangono impressi in una zona del nostro cervello, l’amigdala. Le neuroscienze hanno dimostrato come l’amigdala gestisca le nostre funzioni più primordiali, come la gestione della fame e della paura. È quindi la paura ad influire maggiormente su alcuni dei nostri comportamenti: basti pensare a come gli attacchi terroristici dell’undici settembre abbiano alimentato la diffidenza nei confronti delle persone provenienti dal medio oriente.

Allo stesso modo, alcune delle misure cautelari come il mantenere le distanze dagli sconosciuti o l’evitare gli spazi comuni rimarranno impresse nei nostri comportamenti anche dopo la fine di questa crisi. Gli ostelli, in cui alloggiano molte persone in spazi comuni e ristretti, potrebbero risentire pesantemente da questo cambio comportamentale. In futuro, quindi, l’igiene del tuo hotel può diventare un requisito fondamentale per attirare un numero maggiore di clienti.

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