Coronavirus: le quattro domande degli albergatori

Fino a un paio di mesi fa, il settore dell’ospitalità era considerato una gallina dalle uova d’oro: venivano aperti bed and breakfast, affittacamere; si studiava per diventare chef, receptionist. Poi, nel giro di qualche settimana, il covid-19 (meglio conosciuto come coronavirus) ha rapidamente invertito questa tendenza positiva, facendo nascere molte domande relative al futuro delle imprese ricettive. Durante un appuntamento in live (che trovi qui), ho avuto occasione di rispondere a cinque domande che ogni albergatore si sta ponendo in questi tempi.

Nel 2012, Sergio Marchionne pubblicava il libro Chi comanda è solo, in cui – tra le altre cose – discuteva di come la FIAT fosse riuscita ad emergere vittoriosamente dalla crisi economica del 2008. Con le opportune precauzioni, diverse strategie utilizzate dall’ex presidente FIAT potrebbero rispondere alla crisi del coronavirus: vediamo come.

1) Cosa dovrebbe fare e cosa farà il governo

All’alba di questa crisi, molti albergatori hanno considerato di chiedere al governo delle azioni specifiche mirate al settore turistico. Queste richieste, più che legittime, presentando però alcuni problemi:

  • Sono misure temporanee, che potrebbero non essere sufficienti a coprire interamente il periodo di crisi economica;
  • Sono difficili da accogliere per i governanti, sia per l’impatto economico che va a pesare ulteriormente su una crisi già in corso, sia per la natura scoordinata dei governi.

Il 2008 è un esempio di come, in periodo di crisi, ogni governo preferisca agire in maniera autonoma, creando differenze negli aiuti nazionali. Ogni aiuto a livello nazionale, quindi, può causare a sua volta un ostacolo a livello internazionale. La prospettiva è quindi quella di un mercato estero limitato, con un mercato interno che cerca di affrontare la crisi dovuta alla diffusione del coronavirus.

2) Su quali mercati conviene puntare?

Basandoci unicamente sulla risposta precedente, sembra che l’unico mercato affidabile in questo periodo sia quello nazionale. In realtà, rispondere a questa domanda è come lanciare una moneta e affermare che uscirà “testa” piuttosto che “croce”. Si potrebbe prevedere che il mercato italiano possa uscire da questa crisi prima degli altri, avendo adottato misure di contenimento prima di altri paesi dell’Unione Europea. Anche se questa previsione dovesse dimostrarsi corretta, la mancanza di turismo estero (in primis quello cinese, molto importante per l’economia italiana) sarà comunque un duro colpo per molte aziende, specie quelle che si appellavano al turismo straniero.

Il pericolo da evitare ad ogni costo è verticalizzare la propria offerta, facendo leva su un’unica clientela specifica. Nel 2008, Marchionne sosteneva che impostare il proprio business su un mono-mercato ha causato grossissimi problemi ad alcune aziende. Oggi, questa affermazione è stata dimostrata dagli alberghi che puntavano al turismo cinese, che sono stati colpiti pesantemente dalla diffusione del coronavirus. Allo stesso modo, concentrarsi unicamente sul pubblico italiano potrebbe portare ad un medesimo problema nel giro di qualche anno. La soluzione proposta da Marchionne è quella di adoperare una prospettiva globale, sempre attenta alle nuove necessità.

3) Quanto durerà questa crisi da coronavirus?

La risposta precisa, ancora una volta, non si può ancora conoscere. STR Global ha tentato di individuare i parallelismi tra la crisi della SARS del 2003 ed il coronavirus. Nel caso del 2003, si riuscì a tornare ai livelli pre-SARS sei mesi dopo la dichiarazione di emergenza globale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Anche in questo caso, il rischio comportato dalle analogie è molto elevato, data la quantità di differenze e imprevisti che non possono venire calcolati accuratamente. Ad esempio, durante la crisi di SARS la Cina non era un mercato turistico importante come lo è al giorno d’oggi. Inoltre, il virus del 2003 non causò molti contagi al di fuori dell’Asia, come invece sta accadendo con il covid-19.

Il consiglio di Marchionne è quello di governare la tempesta, mantenendo i nervi saldi ed iniziando a muoversi per affrontare questa situazione straordinaria con mezzi altrettanto fuori dall’ordine. Perché, purtroppo, nessuno risolverà i nostri problemi al nostro posto.

4) Come devo riorganizzare l’hotel?

Siamo onesti: per ora, l’obiettivo è restare a galla. Questa crisi lascerà sicuramente un segno, che costringerà le aziende a ripensare al proprio modello di business, come ha dovuto fare la FIAT durante il 2008. Se hai già cominciato a modificare il tuo modello di business, questo è il momento giusto per continuare. Uno dei punti di forza più importanti al momento sono i tuoi collaboratori: grazie alle loro esperienze, opinioni e punti di vista, puoi ripensare al tuo business e uscire a testa alta da questa crisi.

Al momento, è quasi sicuro che questa crisi resterà di primaria importanza nel settore dell’ospitalità per molto tempo. Per questo motivo, noi di Ancillary Guru abbiamo deciso di concentrarci su questo argomento, per aiutarti e rispondere alle tue domande. Se vuoi rimanere aggiornato sugli sviluppi del covid-19 in relazione al settore alberghiero, ti consigliamo di iscriverti alla nostra mailing list e di seguire le live interattive che propongo ogni giovedì e sabato sul mio profilo di LinkedIn.

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