Ha ancora senso parlare di servizi ancillari?

È ormai passato un mese da quando sono state introdotte le prime norme di sicurezza per contrastare la diffusione del Covid-19. La domanda ricorrente è questa: cosa accadrà quando ci sarà una ripresa del turismo? Alcuni fattori, infatti, potrebbero influire pesantemente sul numero di viaggiatori:

  1. Riduzione del monte ferie. Data l’assenza prolungata dal posto di lavoro, è prevedibile che il monte ferie di molti lavoratori sarà accorciato. Questo fatto andrà a pesare sul numero e sulla durata delle loro vacanze.
  2. Aumento del rischio dei viaggi lontani. Moltissime persone rinunceranno a viaggiare al di fuori del proprio paese per paura di contrarre il virus o di dover essere sottoposti a quarantena. Come albergatore, una mossa importante può essere quella di focalizzarti sul turismo nazionale.
  3. Riduzione della capacità di spesa
  4. Nuovi focolai del virus, che possono causare l’isolamento di varie zone o addirittura di intere nazioni
  5. Contrazione dell’offerta, che a sua volta diminuirà la domanda. Diverse strutture dovranno chiudere, e questo porterà alcuni clienti a cambiare destinazione o tipologia di viaggio.

Inoltre, è prevedibile che la concorrenza dei vacation rental (come Airbnb) esca rafforzata da questa epidemia, grazie alla natura dei loro servizi. La domanda sorge spontanea: cosa distingue un vacation rental da un albergo, e come puoi fare per fronteggiare la sua concorrenza?

1. Capitale immobiliare

vacation rental

In una recente intervista, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha detto che gli hotel sono al 40% strutture in affitto. C’è quindi un rapporto tra il proprietario ed il gestore, in cui il primo può decidere di andare incontro alle esigenze del secondo, oppure di ignorarle. Dall’altra parte, gli appartamenti dati in affitto ai turisti sono generalmente di proprietà del gestore, che può decidere di amministrarli con meno vincoli rispetto ad un albergatore. Un altro fattore importante è l’origine di questi appartamenti, che sono solitamente il frutto di un’eredità.

L’Unione Europea aveva previsto che il calo demografico avrebbe causato lo svuotamento di molti immobili. La crisi del Covid-19 potrebbe accelerare ulteriormente questo processo, immettendo ancora più appartamenti nel mercato del rental vacation.

2. Personale

Le normative provinciali e la scarsa potenzialità di automazione richiedono agli hotel un elevato numero di dipendenti, che portano ad un altrettanto elevato costo fisso. Gli short rental, invece, possono essere gestiti dal proprietario e dalla sua famiglia, che vengono retribuiti spesso in base all’andamento della stagione con una percentuale dei profitti realizzati. Inoltre, se i guadagni non sono sufficienti, il proprietario può tranquillamente decidere di vendere l’appartamento o darlo in affitto a lungo termine, ammortizzando quindi le perdite.

3. Tecnologia

Per molto tempo, gli alberghi sono stati un luogo in cui si poteva godere di tecnologie non presenti nelle abitazioni comuni. Oggi, paradossalmente, le smart home hanno surclassato le tecnologie della camera d’albergo media. L’introduzione nelle camere d’albergo di servizi on-demand come Netflix sarebbe una mossa quasi obsoleta, in quanto un gran numero di ospiti ha già l’accesso a questi servizi di streaming. Inoltre, la diminuzione dei margini di guadagno a causa della concorrenza ha impedito l’investimento in tecnologie avanzate come i servizi contactless, receptionless e simili.

Gli appartamenti short-rental, invece, hanno potuto ottenere tecnologie molto avanzate a prezzi bassi grazie all’intervento di diverse start-up, che consentono ad esempio l’accesso e la gestione remota del locale in qualsiasi momento.

4. Servizi ancillari

Finora, sembra che gli appartamenti in rental vacation sorpassino gli hotel sotto tanti punti di vista. Una delle differenze sostanziali tra i due tipi di struttura ricettiva, però, è il contatto con l’ospite. Gli alberghi possono infatti vantare di numerosi servizi aggiuntivi, che spesso consentono al personale di interagire direttamente con il cliente, offrendo l’occasione di migliorare il suo soggiorno. Il pericolo è quello di ignorare questo vantaggio, obbligando gli ospiti a ricorrere a servizi esterni come il food delivery.

I servizi ancillari sono ancora importanti? Sì, ma solamente se elaborati in modo strategico. Bisognerà studiare le nuove abitudini dei viaggiatori; differenziarsi dalle altre strutture ricettive; analizzare i servizi che ci permettono di avere un vantaggio competitivo. Un ottimo inizio è quello di rimanere in contatto con i nostri clienti, o personalmente o tramite le newsletter. Non cercate di vendere nulla, ma di capire quali servizi creare per i vostri futuri ospiti.

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità del settore alberghiero, sulle strategie per affrontare la crisi e sui pareri degli esperti? Seguimi su LinkedIn per accedere ad articoli, post e dirette pensate per gli albergatori!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.