Hotel in città: come recuperare il 50% del fatturato

“La fine del lockdown porterà ad un aumento o ad una diminuzione dei prezzi di soggiorno in hotel?”

Negli ultimi mesi, molti albergatori hanno tentato di rispondere a questa domanda per capire che strategie attuare per riprendersi dalla crisi. In questi giorni, diversi report hanno trovato una risposta: i prezzi delle camere sono in calo per colpa dell’abbassamento della domanda nel mercato.

Come se non bastasse, la fine della quarantena ha portato alla scomparsa di alcuni segmenti di mercato molto importanti per gli alberghi: stiamo parlando dei meeting, delle fiere, dei convegni, dei gruppi e dei tour operator. Ora che la domanda di camere da letto è ai minimi storici, esiste un modo per sistemare questo problema e mantenere aperto il nostro hotel? Nella diretta di sabato, ho parlato di tre soluzioni per il tuo hotel: se sei interessato alla live clicca sul pulsante qui sotto, se no continua a leggere l’articolo.

1. Mantieni aperto il tuo hotel

In questo periodo, uno dei dilemmi degli albergatori riguarda quando sarà opportuno riaprire la propria struttura. La risposta a cui sono arrivato è semplice: bisogna aprire subito. Dato che le norme regionali me l’hanno consentito, non ho mai chiuso il mio hotel in provincia di Verona. Il risultato? Nonostante il tasso di affluenza minimo, ho avuto modo di aiutare le persone che, per esigenze lavorative, avevano bisogno di un luogo in cui soggiornare. Questo mi ha consentito di aiutare la realtà locale e, inoltre, di aggiudicarmi una quota di mercato più ampia rispetto agli alberghi che hanno deciso di chiudere i battenti.

Questa scelta è stata basata anche sulla mancanza di certezze: internet è pieno di previsioni e analisi di dati storici elaborati per cercare di trovare una risposta a questa crisi. Diversi albergatori usano queste informazioni per stabilire il momento più opportuno per riaprire il proprio albergo, dimenticandosi che tutte queste analisi sono incerte e potrebbero ritardare la ripresa economica del settore ricettivo.

2. Tieni d’occhio i canali di comunicazione

Come già detto in precedenza, la crisi da Covid-19 ha portato alla “scomparsa” di diverse nicchie di mercato, come i meeting e i gruppi organizzati. Non si può prevedere quando (e come) queste tipologie di ospiti torneranno nelle nostre strutture: fino ad allora, uno dei modi migliori per riprendersi da questo avvenimento è cercare nuove nicchie di mercato. E il modo migliore per farlo è semplicemente guardarsi attorno e ascoltare i nostri clienti.

Leggendo le mail e rispondendo alle telefonate del mio hotel, ad esempio, ho scoperto un nuovo mercato: quello dei lunghi soggiorni. Sempre più persone, infatti, hanno la necessità di alloggiare fuori dalle proprie case per periodi di tempo lunghi anche alcuni mesi. E, grazie a questa esperienza, ho potuto notare che non è assolutamente vero che questo genere di cliente cerca sempre un appartamento in cui soggiornare: grazie ad una comunicazione rapida, sono stato in grado di attrezzarmi per rispondere alle esigenze di questa nuova fascia di mercato.

Un altro tipo di cliente a cui non siamo abituati è quello dello smart-worker, ovvero il “lavoratore da casa”. Non tutte le persone sono infatti attrezzate per il lavoro da casa: alcuni vivono in monolocali o bilocali inadatti a gestire lavoro e vita da casa insieme; altri, invece, possono avere problemi che richiedono tempo per essere risolti, come una connessione a internet instabile. In questi casi, alcuni di loro decidono di cercare un albergo in cui poter lavorare in tranquillità. È compito nostro adattare le strutture per soddisfare i bisogni di questa nuova nicchia di mercato.

3. Non sovraccaricare il tema della sicurezza

Sappiamo tutti quanto sia importante comunicare all’ospite che il suo soggiorno nel nostro albergo sarà sicuro e adeguato alle norme igieniche. Questo, però, non deve diventare il focus principale dell’offerta che gli stiamo proponendo: la sicurezza e l’igiene sono infatti dei servizi necessari, e in quanto tali devono essere garantiti a prescindere. Per fare un paragone, sarebbe come fare una campagna di marketing per la nostra compagnia aerea dicendo che i nostri aerei non precipitano. Sarebbe sicuramente una buona prerogativa, ma non sufficiente per convincere i clienti a scegliere noi.

Un altro punto importante riguarda le tecnologie che si sono fatte strada durante questa crisi, come quella del menù digitale. Ho visto fin troppi ristoranti e alberghi fare una semplice scansione del menù fisico, caricarla sul sito (magari con un codice QR) e vantarsi del proprio “menù digitale“. Nonostante sia un buon passo in avanti, il concetto di menù digitale è molto più avanzato: può includere infatti la possibilità di effettuare un ordine in qualche click, magari aggiungendo l’opzione di pagare online. Questo servizio, introdotto dalla necessità di sicurezza, è un esempio di come introdurre le nuove tecnologie nel tuo albergo per migliorare le vendite e assicurarti nuovi clienti affezionati.

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