Migliorare la comunicazione grazie al Public Speaking

Non esistono fatti, ma solo interpretazioni. Con questa frase, il famoso filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ci mette davanti ad una realtà scomoda: non importa quello che vogliamo dire, ma quello che viene capito da chi ci ascolta. È per questo motivo che il public speaking, ovvero l’arte di parlare in pubblico, è addirittura considerato una materia scolastica in paesi come gli Stati Uniti. Grazie ai mass media, entriamo ogni giorno in contatto con gente che ha fatto della comunicazione il proprio punto di forza: politici, giornalisti, celebrità.

Se per qualcuno parlare in pubblico è una sfida, per altri può essere una vera e propria paura. Capita spesso di sentire il solito discorso: “Non sono un tipo che sa parlare in pubblico. Sono nato così“. D’altro canto, anche la troppa confidenza è un pericolo: “So benissimo quello di cui sto per parlare, che senso ha preoccuparsene?“.

Cosa vuol dire, per noi albergatori, imparare a comunicare in maniera ottimale? Significa mantenersi in contatto con i clienti che hanno già visitato la nostra struttura, o che vogliono farlo dopo la quarantena; significa dialogare con i collaboratori in un momento difficile; oppure vuol dire contrattare con i fornitori e le banche per evitare la chiusura dell’albergo. Nella live di sabato scorso, ho parlato di questo argomento con Chiara Alzati, coach di Public Speaking. Se sei interessato al video, puoi trovarlo cliccando sul pulsante qui sotto. In caso contrario, continua a leggere!

1. La risposta del Public Speaking al lockdown

Come già visto nell’articolo precedente (clicca qui per leggerlo), la parola chiave di questo periodo è sicurezza. Dopo la fine della quarantena, i viaggiatori saranno pochi e vorranno avere la certezza di non contrarre malattie durante il proprio soggiorno in un’altra città. Per rispondere a questa esigenza, è molto importante condividere con l’ospite le misure di sicurezza che intendi adottare per garantirgli una vacanza senza pensieri. Un problema molto comune è quello di realizzare dei contenuti indirizzati al marketing, troppo formali per formare un legame con le persone a cui ci stiamo rivolgendo.

Durante il public speaking è quindi molto importante coinvolgere il pubblico, parlandogli con naturalezza e rendendolo parte dei progetti che intendi attuare. In questo modo non solo attirerai l’attenzione dei tuoi clienti, ma potrai rispondere tempestivamente alle loro esigenze. Un ottimo modo per strutturare un discorso, specie se fatto in prima persona (ad una conferenza o durante una videochiamata), è seguire questi passi:

  • Accantonare le emozioni “sbagliate”. Esprimersi con naturalezza è importante, ma a nessuno piace sentire una persona che si “mangia” le parole in preda all’ansia. Bisogna quindi imparare a governare le proprie emozioni e infondere i sentimenti giusti nel pubblico.
  • Iniziare in maniera accattivante. Nella scrittura, si dice che la prima riga è quella che decide se il lettore continuerà a leggere o meno. Allo stesso modo, destare l’attenzione del pubblico fin da subito è il segreto per mantenerlo concentrato.
  • Mantenere ingaggiato il pubblico. Non conta quanto importante possa essere il tuo messaggio: devi fare in modo che venga ascoltato dall’inizio alla fine.
  • Finire con una call to action. Una volta concluso il discorso, bisogna chiarire cosa possono fare i nostri ascoltatori. Che si tratti di rimanere in contatto con il nostro albergo o di vendere un servizio, è importante indirizzare il pubblico verso una determinata azione.

2. Capire e rispondere alle paure del pubblico

Prima di preparare un discorso, bisogna sapersi immedesimare nell’ascoltatore. Un metodo veloce per entrare nei panni di una persona è chiedersi cosa starebbe dicendo al suo migliore amico in questo momento:

  • Se ci stiamo immedesimando in un cliente del nostro albergo, i suoi dubbi potrebbero riguardare i pericoli di andare in vacanza o la possibilità di permettersi dei giorni di ferie.
  • Se invece dobbiamo comunicare con un collaboratore, il suo pensiero riguarderà probabilmente il futuro della sua carriera. Potrà continuare con le sue mansioni, o dovrà cambiare lavoro?
  • Se, infine, entriamo nella mentalità di un addetto alle pulizie, molto probabilmente si starà domandando come dovrà sviluppare le sue competenze per rispondere all’emergenza sanitaria.

3. Comunicare le notizie negative

Come suggerito dall’elenco di prima, il futuro di molti lavoratori è incerto. E, talvolta, potresti trovarti di fronte alla necessità di licenziare un tuo collaboratore. In un momento simile, è fondamentale mettersi nei suoi panni e valorizzare il suo lavoro:

  • Se il licenziamento è stato dettato da fattori esterni, come le difficoltà economiche, ricordati di comunicarlo all’altra persona. Anche se può sembrare scontato, può essere molto d’aiuto nella ricerca di un nuovo posto di lavoro.
  • Sii tempestivo. Prima avverti la persona del licenziamento, prima potrà adoperarsi per rispondere a questo problema.
  • Inoltre, se lo ritieni opportuno, puoi scrivergli una referenza per aiutarlo, oppure dedicargli del tempo per sottolineare le sue competenze più forti si cui può far leva per trovare un nuovo impiego.

Ricorda che, durante questo periodo di crisi, rimanere umani è una delle cose più importanti che si possano fare, sia nella comunicazione con i nostri clienti che con i collaboratori.

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