Travel trend 2019: wellness e servizi ancillari

Le ragioni che spingono le persone verso una specifica destinazione o struttura sono molteplici. Fino a qualche tempo fa il cibo era uno dei driver principali per attirare i viaggiatori, con prodotti tipici del territorio, tour enogastronomici o degustazioni di ogni tipo. Oggi, invece, l’interesse generale si sta spostando sul benessere personale.

Il wellness è diventata una priorità per molte persone, che cercano di seguire uno stile di vita sano anche quando sono in vacanza o in viaggio per lavoro. Allontanarsi da casa non deve essere per forza sinonimo di un cambio di abitudini e, se si è attenti al proprio corpo (dentro e fuori), trovare strutture alberghiere che soddisfano i propri standard è un enorme valore aggiunto.

Con il termine “benessere” non si intendono solo i servizi legati al relax e alla cura del corpo (come la SPA), ma tutto ciò che contribuisce all’equilibrio fisico e mentale della persona. Dal mangiare in modo sano all’attività sportiva fino alla meditazione, lo spettro del wellness è molto ampio e offre molte opportunità, sia per i clienti sia per gli albergatori.

Wellness e viaggi: alcuni numeri

Che il settore del wellness stia vivendo un momento d’oro è evidente. Dall’attenzione ai prodotti biologici e kilometro zero per la tavola all’utilizzo di prodotti naturali per la cura del corpo, negli ultimi anni l’attenzione al benessere è cresciuta in modo esponenziale, aprendo scenari molto interessanti per chi opera nell’ambito dell’ospitalità.

Lo confermano anche i numeri. Il Global Wellness Institute afferma che il turismo del benessere ha superato i 600 miliardi di dollari, stimando un’ulteriore crescita. Questo trionfo del wellness, però, non è, come potrebbe sembrare, una moda. Denota invece un cambiamento nella società e nell’atteggiamento delle persone.

I cosiddetti “wellness travelers” hanno fatto 830 milioni di viaggi nel 2017, 139 milioni in più rispetto al 2015. Se l’incremento continua a essere a questi livelli, come si prevede, nel 2019 il numero di viaggi del benessere potrebbe toccare quota 1 miliardo. È chiaro che siamo di fronte a una fonte di opportunità (e guadagno) da non sottovalutare.

La maggior parte dei viaggi wellness avviene entro i confini nazionali (67% del totale). Il che significa che, per chi gestisce una struttura alberghiera in Italia e ha dei servizi ancillari legati al benessere, per quei servizi il pubblico di riferimento sarà prevalentemente italiano.

Gli Stati Uniti sono il mercato con la spesa più alta legata al wellness, seguiti da Europa, Asia e Cina, che è il mercato che invece cresce più rapidamente.

yoga

Il wellness come motivazione secondaria


Il benessere psico-fisico non necessariamente è la motivazione primaria di un viaggio. Molti si spostano per conoscere nuove culture, altri perché sono appassionati di arte, altri ancora per fare sport ed escursioni, senza contare chi viaggia per lavoro. Una cosa a cui molti non pensano, però, è che, a prescindere dal motivo principale del viaggio, il wellness può comunque far parte degli interessi secondari dei viaggiatori.

Se, per esempio, una destinazione è conosciuta per il suo patrimonio artistico, la maggior parte dei viaggiatori avrà come scopo primario quello di esplorare le meraviglie di quel luogo. Questo però non significa che quelle stesse persone non siano potenzialmente interessate a mangiare biologico o ad approfittare della spa dell’hotel.

Il wellness, infatti, è in crescita non solo come interesse primario, ma soprattutto come interesse secondario dei viaggiatori. Sempre secondo il Global Wellness Institute, il numero di viaggi con il benessere come interesse secondario ha registrato un incremento del 20% tra il 2013 e il 2015, contro il 2% di crescita del turismo primariamente wellness.

wellness spa

Opportunità

Per le mete che sono già associate al wellness, come ad esempio le località termali della Toscana, calvalcare questo trend è sicuramente più semplice. Basta una buona strategia di marketing costruita per il target in questione.

Ma anche per le strutture che si trovano in luoghi non propriamente legati al benessere, ma che dispongono di servizi come la SPA o di partnership pertinenti al settore è possibile fare dei buoni numeri. Creando delle offerte mirate per le diverse tipologie di ospiti (magari utilizzando delle landing page specifiche) si possono infatti aumentare i volumi di vendita anche in modo significativo.

È evidente, dunque, che si aprono opportunità interessanti anche per le strutture che non sono progettate solo ed esclusivamente per il benessere degli ospiti. Per molte persone, infatti, il wellness è solo uno degli elementi del viaggio, non l’attrazione principale.

Costruire un’offerta di servizi ancillari per il pubblico interessato al wellness può essere una grande fonte di crescita (sia in termini economici sia di reputazione), perché permette di intercettare sia i viaggiatori wellness sia chi è interessato al benessere solo secondariamente. Ciò che conta è progettare la propria offerta in modo strategico.

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